"Un cambiamento senza paura non è vero cambiamento" Stefano De Vecchi
"Un cambiamento senza paura non è vero cambiamento"Stefano De Vecchi

Alcuni ospiti di GENERAZIONE 2.0

Prof. Daniele Primavesi CFP Canossa Lodi

Dott.ssa Carolina Berticelli - psicologa e psicoterapeuta

Stefano De Vecchi e Daniele Primavesi

 

Sono Stefano De Vecchi, laureato in Scienze dell’Educazione e Formazione e laureando in Psicologia Clinica presso l'Università degli Studi di Bergamo. Titolo di counselor presso la scuola triennale dell'Accademia Entelechia di Milano. Collaboro con la Cattedra di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione e Psicologia genetica presso la Facoltà di Scienze della Formazione all’Università degli Studi di Bergamo. Ho collaborato a un progetto di ricerca sull’identità di genere con la cattedra di Psicologia di Comunità presso il medesimo ateneo. Dopo diversi anni trascorsi a lavorare con la disabilità in servizi di formazione all'autonomia (SFA) sono passato al mondo delle comunità per tossicodipendenti e successivamente in strutture minorili. Oggi  mi occupo quasi esclusivamente di formazione all'interno di aziende, cooperative e strutture residenziali (RSA). Sono insegnante di lingua italiana, storia e geografia presso due enti accreditati da Regione Lombardia. I miei interessi spaziano dalla psicologia evolutiva a quella dell'educazione, passando attraverso i processi comunicativi di gender e le sue implicazioni. Ho collaborato come fomatore e supervisore  presso il Centro Servizi del Volontariato di Bergamo e Milano, nonché con Enti di formazione accreditati da Regione Lombardia. Da alcuni mesi conduco una trasmissione su LOMBADIA TV in merito agli adolescenti dal nome GENERAZIONE 2.0

CV_Stefano De Vecchi
cv_Stefano De Vecchi aggiornato 02_2019.[...]
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Il mio pensiero

"Ritengo che la nostra società spinga ciascun individuo ad una implosione emotiva; ogni giorno svolgiamo mille attivitò e altrettanti impegni; lavorare, portare i figli a scuola, fare la spesa, le faccende domestiche, correre a destra e sinistra con un tempo che non basta mai. La testa e il corpo non coincidono quasi più, non sono più fraterni. Viviamo in un tempo passato o futuro, mai quello presente. Siamo stressati perché il nostro pensiero attuale continua ad inseguire il futuro, il prossimo oppure ritorna ad attività chiuse e finite. Il tempo della natura ha perso il valore e il senso di un ritmo che da millenni ci ha accompagnato. Velocità e immediatezza è ciò che ci viene costantemente chiesto. Ritengo importante che l'uomo moderno torni ad avere il primato del e nel suo tempo, pena l'insoddsfazione nei rapporti umani, il precariato valoriale, la disumanizzazione del nostro sentire che già vedo venire"

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